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Tour delle regioni - Incontro con la Presidenza Nazionale

di Morosi Luciano

Questo è l'intervento del Presidente del Comitato di Cesena, Luciano Morosi,  all'incontro della Presidenza Regionale dell'Emilia Romagna con la Presidenza Nazionale avvenuto sabato 15 novembre presso la sede regionale di Reggio Emilia. Erano presenti, oltre al Presidente Nazionale Massimo Achini e molti dei suoi collaboratori più stretti, tutti i Presidenti dei 13 Comitati della nostra Regione. Questo incontro fa parte del programma della Presidenza Nazionale atto a visitare, ascoltare e valorizzare tutto il territorio italiano.      

Tour delle Regioni - Incontro con la Presidenza Nazionale

Reggio Emilia 15 novembre 2008

            Il nostro, a Cesena, è un Comitato medio - piccolo che vive prevalentemente sul volontariato: Presidente, amministratore, segretario, direttori d'area e molti altri collaboratori dedicano gran parte del loro tempo al C.S.I. del nostro territorio senza percepire alcun compenso economico se non il rimborso delle spese sostenute (vedi  ad es. gli arbitri).

Riconosciamo nel "C.S.I. Regionale" una struttura attiva e bene organizzata che rappresenta un punto di riferimento per i Comitati dell'Emilia Romagna. Abbiamo raggiunto ottimi risultati sia per quanto riguarda l'attività sportiva che formativa. Siamo favorevoli ad un potenziamento delle competenze da attribuire alla Regione accompagnata da una maggiore autonomia finanziaria.

 Riconosciamo pure alla "Struttura Nazionale" una buona efficienza organizzativa in particolare per quanto riguarda il supporto informatico per le varie procedure e la puntuale consulenza fornitaci per le problematiche giuridico - fiscali e assicurative.

Tuttavia avvertiamo anche qualche difficoltà ed è proprio di questo che  vorrei parlare ora.

            Come prima riflessione vorrei proporvi quella della grande difficoltà a reperire nuovi dirigenti, nuovi operatori del nostro settore e quindi la quasi impossibilità del ricambio. E' vero che alcuni di noi già affermati fanno fatica a lasciare la "poltrona" come si suol dire, ma è altrettanto vero che all'orizzonte non si profila quel ricambio naturale e indispensabile a rinvigorire la nostra Associazione, a darle quello slancio che mai come in questo periodo sarebbe necessario. Secondo me, la grande maggioranza dei giovani oggi non vuole impegnarsi al sacrificio, al dono di se, al mettersi in gioco per l'altro e questo comporta una chiusura verso i molteplici bisogni della nostra società:  vedi la sterilità della politica, la crisi della famiglia, l'abbandono della religione, lo snaturamento dello sport.

            E' perciò necessario recuperare questi valori accompagnando i giovani nella loro crescita con l'esempio, l'insegnamento ma soprattutto con il coinvolgimento. Non dobbiamo stancarci di stimolare, di proporre, di osare.

            La  seconda riflessione è strettamente collegata alla prima e cioè la grande difficoltà del rapporto del C.S.I. con le parrocchie.  Fino a quando i nostri preti considereranno lo sport , il "nostro" sport come uno ostacolo alla catechesi, penso sia proprio difficile arrivare al cuore dell' adolescente, del ragazzo, del giovane per sensibilizzarlo, per provocarlo, per coinvolgerlo.

            Noi, come Regione Emilia Romagna, abbiamo ottenuto dal cardinale Caffarra, in occasione dell' incontro avvenuto il 13 ottobre scorso, una grande promessa, quella cioè di essere ascoltati dai vescovi di tutta la regione nella Conferenza Episcopale che avviene l' ultimo lunedì di ogni mese dispari. E' una grande occasione che abbiamo per ribadire la bontà del nostro lavoro che integrato con quello della parrocchia potrebbe davvero portare frutti eccellenti.

            A questo riguardo, chiedo alla Presidenza Regionale di preparare questo incontro in maniera meticolosa e  convincente  al fine di fare capire ai nostri vescovi, e quindi ai nostri sacerdoti, l'importanza della presenza del C.S.I. all'interno delle attività parrocchiali.

            A mio avviso però c'è un altro problema che ci impedisce di arrivare a molti giovani delle nostre diocesi, dei nostri comprensori ed è quello della spietata concorrenza  che arriva dalle varie federazioni, in particolare dalla F. I. G. C..

           E' difficile per noi lavorare sui giovani quando questi, spinti anche da genitori attratti da lusinghe di carriera, denaro e popolarità, disertano completamente i nostri campionati, le nostre attività sportive approdando invece in massa presso le società sportive federali,  le quali, avendo come  scopo principale quello di costruire il "campione" e non tanto la persona,  arrivano  spesso ad emarginare il ragazzo "non dotato" creando su di esso un danno formativo gravissimo.

            Pertanto penso sia  indispensabile da parte della Presidenza Nazionale del C.S.I.  intensificare quella attività politica presso il governo  e/o le varie federazioni  allo scopo di ottenere quei riconoscimenti, quel ruolo che meritiamo soprattutto in riferimento allo sport di base.

            Inoltre non abbiamo a disposizione strutture sportive "nostre" che ci consentano di promuovere e potenziare al meglio attività sportive vecchie ed avviarne delle nuove. Non siamo attrezzati ne a livello organizzativo, ne a livello finanziario (mancanza di garanzie patrimoniali e fidejussorie) per concorrere ai bandi pubblici per la concessione o la gestione di strutture sportive quali Piscine, Centri Sportivi polivalenti, ecc.; cosa invece che sono in grado di fare altri Enti di Promozione che operano nel territorio.

            Abbiamo difficoltà a sviluppare progetti che ci permettano di collaborare con le Istituzioni pubbliche quali Scuola, Enti locali ed altro.

            A questo riguardo sarebbe opportuno organizzare, a livello Nazionale e/o Regionale,  stage o incontri su questi temi come si fa con la formazione e altri di carattere tecnico.

            Un'altra riflessione sulla quale il Comitato di Cesena è particolarmente sensibile riguarda la situazione economica in cui si trovano molti, troppi Comitati Territoriali.

            Le troppe inadempienze di pagamento denotano una scarsa "appartenenza" alla Associazione da parte di quei dirigenti di Comitato i quali, con questo comportamento non danneggiano solo l'immagine propria, ma quella di tutto il C.S.I., procurando disagi e difficoltà anche agli altri Comitati onesti i quali non solo si vedono sbarrare ogni  possibilità di ricevere aiuti dal Nazionale in termini di contributi economici, ma rischiano di subire richieste di aumento dei prezzi di affiliazione e tesseramento assolutamente improponibili in questo momento.  Auspichiamo a tal proposito, che la nuova dirigenza nazionale sappia trovare  il modo, anche duro se necessario, di recuperare quelle risorse che ingiustamente e troppo "allegramente" le sono state sottratte.

            Contemporaneamente chiediamo al Nazionale di non prendere iniziative unilaterali, come spesso si è fatto in passato, che impongano ai Comitati obblighi burocratici e finanziari che non siano in grado di soddisfare: es. abbonamenti obbligatori a stampe (Stadium), sottoscrizioni tessera "CSI Card", convenzioni varie con compagnie assicurative ed altre aziende commerciali. Noi piccoli Comitati non siamo attrezzati per "vendere prodotti" e comunque queste iniziative devono essere discusse, ponderate ed avere il preventivo consenso della base.

             Un ultimo pensiero va alla campagna nazionale "cresciamo del 10%". Ritengo che la sfida lanciata dal nostro Presidente Nazionale sia legittima nelle aspettative, ma un tantino troppo manageriale nella richiesta.  Credo infatti che l'aumento delle società sportive e dei tesserati debba essere il frutto del lavoro onesto e credibile che svolgiamo ogni giorno coerentemente ai principi morali ed etici che ci caratterizzano. Prefiggerci a priori l'aumento a mo' di budget mi sembra di appartenere a quelle aziende che se, per vari motivi non  raggiungono gli obiettivi prefissati, definiscono in pareggio o addirittura in passivo il bilancio.

            Io credo invece, che al di là dei numeri, quello che ci deve interessare è la qualità del nostro operare. Se la gente che ci sta attorno vede nel C.S.I. una alternativa vera, autentica, credibile nel  modo di fare sport, nel modo di stare con i ragazzi, nel tipo di linguaggio che usa,  nei modelli a cui si ispira,  sono convinto che prima o poi arriveranno anche quei risultati  numerici legittimi  e, direi necessari per la continuazione della nostra attività.  

                                                                                                                      Il Presidente

                                                                                                                   (Luciano Morosi)


Categoria: Csi comunicazioni Data di creazione: 17/11/2008
Sottocategoria: Terza pagina Ultima modifica: 28/08/2012
Permalink: Tour delle regioni - Incontro con la Presidenza Nazionale Tag: Tour delle regioni - Incontro con la Presidenza Nazionale
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